Criminalità

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L’immigrazione straniera viene spesso presentata attraverso due immagini: la prima è legata alla rappresentazione di flusso costante e non controllabile di uomini, che rimanda il più delle volte ad allarmi sociali e a fenomeni di devianza, e la seconda ad una componente strutturale che modifica la società in quanto ne costituisce un nuovo elemento ed incide sul suo funzionamento. In una prospettiva che metta in relazione il processo del “multiculturalismo quotidiano” e gli ostacoli alla sua realizzazione sul piano della legalità, la posizione degli immigrati diviene, come sottolinea Dal Lago, quella di “non-persone”, espressione di precarietà non solo economica ma anche sociale e culturale. I migranti, destinatari privilegiati di stereotipi e pregiudizi, nella percezione comune sono rappresentati, il più delle volte, come “pericolo pubblico”, come protagonisti di attività illegali. Pertanto, appare opportuno rivolgere l’attenzione al rapporto tra la criminalità reale e la criminalità percepita, partendo dal presupposto che i fenomeni criminali esercitano un peso considerevole sul senso di insicurezza della collettività e sul processo di fiducia nei confronti dei migranti e delle istituzioni.

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