Cittadinanza, boom di domande. "Così è impossibile rispondere"

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Se il Parlamento cambierà finalmente le regole sulla cittadinanza, dovrà inventarsi anche un modo diverso per esaminare le domande degli aspiranti italiani. O potenziare, e di molto, la macchina burocratica che se ne occupa. L’alternativa? Tempi sempre più lunghi per le risposte, ben al di là dei due anni previsti dalla legge. Anche perché le richieste di cittadinanza stanno letteralmente esplodendo: dalle 30 mila del 2006 alle 101 mila del 2014. Nei primi sei mesi di quest’anno ne sono state già presentate 67mila 822, se questo è il trend il 2015 si chiuderà con almeno 130 mila domande. “In queste condizioni non si raggiunge mai il traguardo” ha denunciato ieri alla Camera il prefetto Mario Morcone, capo del dipartimento libertà civili e immigrazione del ministero dell’Interno. “Noi cerchiamo in tutti i modi di accelerare – ha spiegato - con un’intensa attività di razionalizzazione, semplificazione e informatizzazione, ma l’aumento di richieste vanifica ogni sforzo”. Dallo scorso maggio, le domande di cittadinanza si presentano online. Questo avrà forse semplificato le cose per gli aspiranti italiani, ma non per il ministero dell’Interno. “Anche questo sistema non ha fatto altro che far crescere il numero di richieste”. Davanti ai deputati della Commissione Affari Costituzionali, impegnati nell’ennesimo giro di audizioni sulla riforma della cittadinanza, Morcone si è detto fiducioso in una soluzione per i minori nati o arrivati da piccoli in Italia, e d’accordo su un taglio degli anni di residenza necessari per la naturalizzazione degli adulti, che oggi sono dieci. Ha però voluto puntare il dito particolarmente sulle lungaggini amministrative. “Servono forme di decentralizzazione istruttoria, che aiuterebbero ad accelerare i provvedimenti, velocizzando tempi di rilascio o diniego” ha suggerito il prefetto. In altre parole: siano altri uffici, a livello locale, a valutare le domande di cittadinanza. Morcone non ha spiegato quali, ma intanto ha affidato alla Commissione “dolorosamente – parole sue – i dati attuali sull’arretrato”.

 

Fonte: www.stranieriinitalia.it

 

Roma, 16 luglio 2015